|
L’orgasmo
femminile,
questo sconosciuto
Ci sono ancora molte persone,
anche molte donne, che continuano a pensare che l’orgasmo femminile
sia fondamentalmente di due tipi, clitorideo e vaginale. E
addirittura, molte donne, a tutt’oggi, le quali non riescono a
raggiungere l’orgasmo durante il coito, pensano di avere qualche
tipo di disfunzione sessuale.
Eppure Masters e Johnson, già
quasi mezzo secolo fa avevano chiarito come stavano le cose,
stabilendo la completa analogia fra pene e clitoride1
quanto a risposta sessuale, anzi definendo l’unicità di quest’ultima
come organo a se stante nell’anatomia umana: “Il clitoride è un
organo unico nel complesso dell’anatomia umana. La sua funzione
specifica è duplice, in quanto riceve e trasforma gli stimoli di
carattere sessuale. Nella donna esiste quindi un apparato la cui
funzione fisiologica si limita esclusivamente ad avviare o
incrementare la tensione sessuale...”2. Inoltre, la
reazione della clitoride non appariva diversa, sia quando veniva
stimolata direttamente, sia durante il coito eseguito in diverse
posizioni. Le sole variazioni riscontrate “...riguardavano la
rapidità e l’intensità della reazione fisiologica”.3 Alla
domanda fatidica, così rispondevano i due: “…l’orgasmo vaginale e
quello del clitoride sono veramente due fenomeni anatomici a sé
stanti? Da un punto di vista biologico la risposta dovrebbe essere
no, inequivocabilmente.”4
Insomma, Masters e Johnson
facevano piazza pulita di tutti i luoghi comuni maschilisti e dei
cosiddetti “errori fallici”. La donna, anche quando raggiungeva
l’orgasmo durante il coito, ci riusciva esclusivamente grazie al
fatto che la clitoride veniva stimolata indirettamente, ovvero
riusciva a trasformare efficacemente gli stimoli sessuali
provenienti da altre zone erogene.
Una decina di anni dopo Shere
Hite portava questi argomenti ad un pubblico molto più vasto degli
interessati alla pratica medica, in un libro venduto in milioni di
copie in tutto il mondo e tradotto in 15 lingue.5
Tuttavia, il fervore femminista della Hite la spingeva ad una
critica ingenerosa nei confronti dei meriti di Masters e Johnson.
Infatti, essi avevano scritto: “Il fatto che solo di rado si
stabilisca un contatto diretto fra il glande del clitoride e il
pene, durante la penetrazione nella vagina, non esclude che il
clitoride sia indirettamente interessato nel processo del coito.
Infatti viene stimolato secondariamente, nel coito con la donna in
posizione supina, poiché il pene allarga le piccole labbra nella
zona vestibolare della vagina. La dilatazione dell’ostio vaginale,
dovuta alla penetrazione del pene, provoca uno stiramento meccanico
su entrambi i lati del prepuzio del clitoride… Il movimento ritmico
che si stabilisce così nel clitoride determina, insieme con
l’attrito della penetrazione, stimoli significativi indiretti o
secondari… questo tipo di stimolo secondario del clitoride si
verifica in tutte le posizioni del coito…"6. |
La Hite insorgeva contro questa
spiegazione, definendola una “trovata alla Rube Goldberg”,7
poiché “la scoperta di questo modello, e la pubblicità che
ricevette, ha lasciato nella donna l’impressione che l’orgasmo
durante il coito è sempre un processo «normale», automatico.”8
Ora, i due sessuologi americani non avevano certo cercato di
proporre un modello, ma solo di trovare una spiegazione al fatto
che, bene o male, molte donne durante il coito riuscivano ad
orgasmare. La Hite si spinse addirittura a sostenere che i due
avevano scelto per il loro campione tutte donne che raggiungevano
l’orgasmo durante il rapporto, cosa non desumibile dal loro
trattato, e che sarebbe anche stata oltremodo difficile da ottenere,
su un campione di ben 382 donne!
Perché la realtà è, e qui il libro
della Hite è essenziale al proposito, che la maggior parte delle
donne non raggiungono l’orgasmo durante il rapporto, senza una
contemporanea stimolazione manuale della clitoride. Per la Hite,
solo il 30% delle donne (campione di 815 soggetti) ce la fanno, da
confrontare con il 20% di una ricerca pubblicata nel 1974 da Seymour
Fisher e riguardante 300 donne. Pertanto, è evidente che non è
attraverso il normale rapporto sessuale che una donna può
raggiungere l’orgasmo. La normalità è raggiungerlo, e questo il
libro della Hite lo spiega bene, attraverso la stimolazione diretta
della clitoride. Tuttavia molte donne riescono ad orgasmare anche
durante il rapporto, che trovano molto piacevole, comunque diverso e
talvolta persino più piacevole delle carezze dirette. Le numerose
interviste raccolte dalla Hite sembrano dimostrare in realtà che,
ben diversamente da quello maschile, l’orgasmo femminile è un
caleidoscopio di sensazioni diverse, tale che si può dire che non vi
sono due donne uguali sotto questo profilo, una conclusione a cui
giunge anche un recentissimo studio9,di cui parleremo
ancora, dal momento che il libro della Hite è praticamente
introvabile.
|